Gli uomini
sono senza alcun dubbio delle bestie. Basta leggere un libro di storia
per rendersene conto. Oppure un libro di biologia. Non sapendo leggere
si può comunque far riferimento alla memoria collettiva. Eppure questa
che di per sè non è che una banalità viene sempre messa in discussione.
Sembra che a chi vuole basare il suo potere sull'autoritarismo dia
fastidio ogni forma di conoscenza e di comprensione, sia pur limitata,
della realtà. Meglio tirar giù dallo scaffale L'origine delle specie e
riscoprire l' evoluzionismo...
Sono
trascorsi quarant'anni dal mitico '68 ed ancora avvengono
manifestazioni di piazza in cui assistiamo a pestaggi feroci, scene
sanguinolente, auto incendiate, vetrine spaccate e quant'altro. Per
rendere più gradevoli questi spettacoli che sembrerebbero inevitabili
ritengo giusto dare un piccolo contributo mettendo a disposizione dei
simpatici cubetti di porfido colorati per rallegrare gli scontri.
In una società occidentale in cui regna il relativismo culturale
un immigrato indiano ha la possibilità di diventare ciò che vuole,
anche dirigente d'azienda, può indossare abiti d'alta moda e tenersi
aggiornato sulle novità della politica, dell' economia e magari sul
mercato dell' arte senza alcun problema...
I
personaggi del mondo dei mezzi di comunicazione di massa ci raccontano
la realtà sublimandone ed enfatizzandone alcune caratteristiche
particolari; a sua volta chi fruisce di tutti questi modelli
multimediali sembra sviluppare quell'attitudine all' identificazione e
all'imitazione della caricatura che nei casi più disperati si
traduce in una sorta di mediamorfismo...
ULTIMI DISEGNI
ULTIMI PROGETTI
2007-2008
RELATIVISMO
ARTATTOO & VIRTUALTATTOO
NATURA MORTA
BREVE STORIA DEL XX SECOLO
MEDIAMORFOSI
EVOLUZIONISMO
Il disegno
è lo strumento originario alla base delle arti visive, è la soglia al
di sotto della quale c'è il silenzio, è la modalità per produrre una
modica quantità d'arte, una dose minima giornaliera. I concetti possono
trovare una semplice raffigurazione attraverso un segno che esprima
senza enfatizzazione la propria condizione di necessità. Il disegno è
un linguaggio arcaico che oggi può essere affiancato dalle molteplici
possibilità linguistiche offerte dalla recente tradizione culturale
nonché dal mondo delle nuove tecnologie. Riscoprendo l'autonomia
dell'arte, sia pur all'interno della molteplicità dei linguaggi e
riaffermandone la dimensione culturale, ci si può affrancare dall'idea
che il prodotto artistico venga considerato unicamente un bene di
consumo e un investimento e che quindi debba essere necessariamente
subalterno al mondo della pubblicità, della moda e dello spettacolo
utilizzandone le medesime strategie di marketing. Un'arte sobria,
ridotta all'essenziale, non allineata ai valori di un'estetica
ridondante e incline all'intrattenimento, un'arte che ci esime dal fare
opere manieriste (neopop, neoespressioniste, neoinformali,
neoiperrealiste, neoconcettuali, ecc.) che ci allontana dalla eccessiva
banalizzazione del neorealismo accademico e di ispirazione mediale.
Questi sono valori in sintonia con i temi propri della decrescita (o,
meglio, acrescita): dobbiamo individuare i limiti dello sviluppo anche
nel mondo dell'arte perché vi è un eccesso di produzione e di consumi
anche in quest'ambito, dobbiamo produrre e consumare diversamente, fare
meno opere con meno ingredienti. Attraverso la sobrietà dei fini e dei
mezzi è possibile sfuggire alla logica dell'eccesso e dello spreco
propria della società dei consumi, del mondo della comunicazione
pubblicitaria che si sostituisce all'informazione (oggi i telegiornali
sono la pubblicità dei partiti), alla logica della creazione
dell'evento e dello scandalo utile ad attrarre i consumatori dell'arte.
I LIMITI DELLO SVILUPPO